domenica 25 ottobre 2009

L'arte di correre

"Come vengano giudicati il tempo che ottengo in gara e il mio posto in graduatoria, come venga considerato il mio stile, é di secondaria importanza. Ciò che conta per me, per il corridore che sono, é tagliare un traguardo dopo l'altro, con le mie gambe. Usare tutte le forze che sono necessarie, sopportare tutto ciò che devo, e alla fine essere contento di me. Imparare qualcosa di concreto - piccolo finché si vuole, ma concreto - dagli sbagli che faccio e dalla gioia che provo. E gara dopo gara, anno dopo anno, arrivare in un luogo che mi soddisfi. O almeno andarci vicino - si, probabilmente questo modo di esprimermi é più giusto."
Tratto da L'arte di correre di Murakami Haruki ed. Einaudi.
Da quando ho iniziato a praticare la corsa con costanza e metodo, mi si é delineata chiara in mente la metafora della vita intesa come una maratona. Non uno sprint in cui si sfreccia con potenza e velocità verso un traguardo già chiaramente visibile, ma una corsa lunga e faticosa, che richiede passo costante, allenamento e sacrificio, ed il cui traguardo non si vede, ma é lì da qualche parte ad attenderci. Oggi, leggendo questo gustosissimo libro, sono contento di aver trovato un autore che abbia sublimato, con il suo talento, il pensiero che forse accomuna tutti i runners del mondo.

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